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Viti e rivetti: guida ai principali tipi e alle applicazioni più comuni

DiRedazione

Feb 2, 2026
viti e rivetti

La progettazione meccanica e l’ingegneria industriale si basano sulla capacità di assemblare componenti distinti per creare sistemi complessi e funzionali. In questo ambito, gli elementi di fissaggio rappresentano componenti fondamentali per garantire la continuità delle strutture e la resistenza alle sollecitazioni statiche e dinamiche.

Naturalmente, la scelta tra l’utilizzo di una vite o di un rivetto non è mai casuale, ma risponde a precisi calcoli ingegneristici che tengono conto dei materiali da unire, dei carichi di esercizio previsti e delle necessità legate alla manutenzione. Come si esaminano le caratteristiche tecniche di questi elementi? Bisogna sicuramente partire dall’analisi delle proprietà meccaniche, delle tecnologie di produzione e delle normative che regolano il loro utilizzo nei vari comparti produttivi.

La produzione specializzata e il valore tecnico

La qualità finale di un assemblaggio dipende direttamente dalle caratteristiche del componente di fissaggio utilizzato. Il mercato richiede una qualità sempre più elevata e la figura del produttore assume un rilievo centrale. Vilux Viterie si posiziona in questo scenario come una realtà aziendale altamente specializzata nella produzione di viteria e sistemi di fissaggio.

L’azienda dispone di risorse tecnologiche avanzate e si avvale di personale con una consolidata esperienza tecnica, elementi che permettono di gestire con precisione la lavorazione di materiali diversi come acciaio, ottone, rame, alluminio e acciaio inossidabile. Un punto di forza di questa impresa risiede nella possibilità di realizzare anche componenti su disegno, ovvero perni, rivetti e ribattini progettati su specifiche del committente.

Principi di funzionamento di viti e rivetti

La distinzione principale tra viti e rivetti riguarda la tipologia di vincolo che essi instaurano tra le parti. La vite opera attraverso il principio del piano inclinato avvolto su un cilindro, tramite una forza assiale di serraggio. Questo meccanismo consente di generare una carica che mantiene uniti i giunti per attrito o per trazione diretta. La peculiarità del sistema a vite consiste nella sua reversibilità: è possibile smontare e rimontare il componente numerose volte senza comprometterne l’integrità, a patto di rispettare le coppie di serraggio prescritte.

Al contrario, il rivetto realizza un collegamento permanente basato sulla deformazione plastica. Il corpo del rivetto viene inserito in un foro passante e la sua estremità viene deformata meccanicamente fino a creare una contro-testa che blocca fisicamente i due elementi. Una volta installato, il rivetto non può essere rimosso se non attraverso la distruzione del componente stesso. Questa irreversibilità costituisce un vantaggio in applicazioni soggette a forti vibrazioni, nelle quali un collegamento filettato potrebbe allentarsi nel tempo.

Viteria: classificazioni e applicazioni

L’universo delle viti è molto ampio e viene classificato tenendo conto di diversi parametri normativi. Una prima suddivisione riguarda la filettatura. Le viti per metallo presentano solitamente un passo fine e un profilo del filetto triangolare, progettato per funzionare correttamente con dadi o fori filettati preesistenti. Le viti per materiali teneri, come legno o plastica, adottano invece filettature più distanziate e profili taglienti, necessari per incidere il materiale e creare la sede di ancoraggio.

Anche la testa della vite risponde a specifiche esigenze: le teste svasate piane permettono al fissaggio di scomparire a filo della superficie, mentre le teste esagonali o cilindriche consentono l’applicazione di coppie di serraggio elevate tramite chiavi o avvitatori a impulso.

Rivetti: tipologie e metodi di applicazione

I rivetti si dividono principalmente in rivetti a strappo e rivetti pieni. I primi sono composti da un corpo tubolare e da un mandrino interno. L’installazione avviene tirando il mandrino, il quale deforma il corpo tubolare espandendolo contro le pareti del foro e le superfici da unire. Raggiunta la forza prestabilita, il mandrino si spezza. Questo sistema è largamente impiegato poiché consente l’installazione operando da un solo lato del pannello, caratteristica indispensabile per strutture chiuse.

I rivetti pieni, utilizzati prevalentemente in carpenteria e aeronautica, richiedono l’accesso da entrambi i lati. La deformazione avviene per compressione diretta del gambo, a freddo o a caldo. Il foro viene riempito completamente e la resistenza al taglio è diventa molto elevata.

Settori di utilizzo: esempi di applicazione e requisiti

Ogni comparto industriale si basa su normative specifiche che riguardano la scelta della viteria. Nell’industria automobilistica, ad esempio, si fa uso di fissaggi con frena-filetti pre-applicati o dadi autobloccanti per contrastare le sollecitazioni vibratorie generate dal motore.

Nel settore delle costruzioni metalliche, invece, la viteria strutturale deve assicurare la corretta trasmissione dei carichi tra travi e colonne. In questi casi, si impiegano sistemi di vite, dado e rondella certificati, che vengono serrati con chiavi dinamometriche.

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